RAGIONE DI STATO 29 gennaio 2010
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LA RAGIONE DI STATO
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(Bruno Ferrero, Cerchi nell’acqua)
Il figlio di un re si innamorò, come succede nelle fiabe, della figlia del fornaio, che era povera ma bella. E la sposò.
Per alcuni anni i due sposi vissero in piena armonia e felicità. Ma, alla morte del padre, il principe salì sul trono.
I ministri e i consiglieri si affrettarono a fargli capire che per la salvezza del regno doveva ripudiare la moglie popolana e sposare invece la figlia del potente re confinante, assicurandosi con questo matrimonio pace e prosperità.
«Ripudiatela, sire, dopotutto è la figlia di un fornaio.» «La sicurezza del trono e dei vostri sudditi viene prima di tutto.»
Le insistenze dei ministri si fecero sempre più pressanti e alla fine il giovane re cedette.
«Ti devo ripudiare – disse alla moglie -, domani tornerai da tuo padre. Potrai portare via ciò che ti è più caro».
Quella sera mangiarono insieme per l’ultima volta. In silenzio. La donna, apparentemente tranquilla, continuava a versare vino nel bicchiere del re.
Alla fine della cena, il re sprofondò in un sonno pesante. La donna lo avvolse in una coperta e se lo caricò sulle spalle.
Il mattino dopo, il re si svegliò nella casa del fornaio.
«Ma, come?», si meravigliò. La moglie gli sorrise.
«Hai detto che potevo portarmi via ciò che avevo di più caro. Ebbene, ciò che ho di più caro sei tu».
APPELLO AL PD 20 gennaio 2010
Posted by alessiomugnaini in Politica.Tags: camera, giacomelli, partito democratico
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Pubblico un appello che Antonello Giacomelli porterà in parlamento in settimana prossima.
APPELLO AL PD
Oggi tutta la politica sembra particolarmente impegnata a discutere attorno a questioni come Senato Federale, modifiche costituzionali, “legittimi impedimenti”, “processo breve” “leggi ad personam”. Siamo ritornati a parlare di dialogo e non dialogo, ancora una volta di “inciuci o non inciuci”.
Sappiamo bene che sono tutte questioni molto importanti, riforme sicuramente necessarie. Ma non possiamo esimerci dal ritenere queste argomentazioni come temi che toccano più il cuore degli addetti ai lavori che non della gente, che è più interessata alle soluzioni dei problemi profondi, talvolta anche nascosti, del Paese.
Siamo convinti che prima di ogni altra cosa, ad oggi, la priorità della politica debba essere affrontare e lenire la dilagante preoccupazione per il futuro, preoccupazione dettata dalla mancanza di un lavoro o dalla presenza di un lavoro che con la sua precarietà rende instabile ogni progetto di vita, soprattutto delle generazioni più giovani.
L’attuale situazione del mercato del lavoro non può più essere accettata. Il dramma di una famiglia, di una coppia giovane, di ognuno di noi, è il non poter fare i conti col futuro per la mancanza di quel minimo di certezza che può derivare dall’avere un’occupazione, un mestiere con il quale realizzarsi e poter giustamente e meritatamente provvedere a se stessi e alla propria famiglia.
Purtroppo dobbiamo constatare che in tutti questi anni, in cui non c’è stato praticamente nessuno che non abbia preso coscienza e pubblicamente accusato questo “sistema dell’incertezza”, abbiamo continuamente assistito al giustificare, quasi il perpetuare di questa situazione con i continui semplicistici distinguo tra “precarietà” e “flessibilità” (“Flessibilità che non è precarietà” si dice!).
In campagna elettorale, nei mesi scorsi, con la guida di Dario Franceschini, il Partito Democratico aveva fatto delle proposte importanti in Parlamento, non idee lanciate sui giornali tanto per richiamare l’attenzione, ma soluzioni vere messe nero su bianco e portate al voto in Aula: purtroppo tutte, comprese il sussidio di disoccupazione, sono state bocciate dalla maggioranza e dal Governo. Quella è la strada che crediamo si debba continuare a percorrere.
È perciò arrivato il tempo di lanciare una grande mobilitazione di base che sostenga una altrettanto grande battaglia in Parlamento per chiedere in modo chiaro e netto un vero cambio di passo: dobbiamo impegnarci per cambiare quella legislazione sul lavoro e tutti quei contratti che dopo più di un decennio altro non stanno portando che l’impoverimento della nostra società e a far perdere fiducia nel futuro. Quelli che a suo tempo potevano essere interessanti tentativi di aprire e agevolare il mercato del lavoro si sono rivelati quanto di meno adatto per una società che possa camminare sicura e orgogliosa verso il futuro. Ciò che di buono poteva essere stato pensato è stato utilizzato, in questi 10 anni e più, aggirando le norme e la ratio con cui erano state pensate: un Co.co.co non è stata l’eccezione ma la regola, i contratti a tre mesi non una necessità per una situazione di emergenza o temporanea ma la prassi per disporre di personale che lavori con una sorta di spada di Damocle sulla testa, un ricatto per esigere sempre il massimo altrimenti “avanti un altro”. Crediamo che così non si possa più continuare.
La crisi, che ha già colpito in modo così profondo, ha aggiunto all’incertezza dovuta al tipo di contratto di lavoro anche situazioni di impoverimento di interi distretti e zone del nostro Paese: ebbene, cercando di uscire da questa crisi con politiche industriali vere e a lungo termine per questo Paese, dobbiamo unirvi anche un cambiamento totale nella contrattualistica dei rapporti di lavoro. Noi come PD non dobbiamo fare sconti su questo al Governo. Perché non può esserci fabbrica o azienda che tenga alto lo sguardo di un lavoratore se quel lavoratore non può permettersi di pensare alle vacanze o stare a casa malato avendo un contratto atipico con una scadenza stampata sopra. L’Italia che può ripartire deve farlo puntando sulla fiducia nel futuro.
Non si può più aspettare: il Partito Democratico porti in Parlamento la vera grande sfida alla maggioranza e al Governo, sia animatore di questo processo riformatore – questa sì che è la Riforma che attende il Paese – affinchè tutti gli errori derivati dall’attuale legislazione sul mercato del lavoro possano essere corretti. Non si tratta di infrangere tabù o aver paura di essere accusati di avere idee retrograde, si tratta di constatare con serenità e serietà ciò che la gente sta vivendo, ciò che questo sistema ha prodotto: con la giusta serenità e serietà si eviteranno guerre di posizione o arroccamenti precostituiti, senza la paura di ammettere gli errori del passato.
Questo è fondamentale, questo è quello che ci chiede adesso la nostra gente: far finta di non sentire sarebbe il più grave errore della vita per chiunque.
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TERREMOTO AD HAITI 15 gennaio 2010
Posted by alessiomugnaini in Parrocchia-Oratorio.Tags: caritas, firenze, haiti, terremoto
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Terremoto ad Haiti
Il Santo Padre Benedetto XVI ha pronunciato oggi “un appello per la drammatica situazione in cui si trova Haiti”. “Il mio pensiero – ha detto – va, in particolare, alla popolazione duramente colpita , poche ore fa, da un devastante terremoto, che ha causato gravi perdite in vite umane, un grande numero di senzatetto e di dispersi e ingenti danni materiali. Invito tui ad unirsi alla mia preghiera al Signore per le vittime di questa catastrofe e per coloro che ne piangono la scomparsa”. “Assicuro la mia vicinanza spirituale – ha aggiunto il Pontefice – a chi ha perso la propria casa e a tutte le persone provate in vario modo da questa grave calamità, implorando da Dio consolazione e sollievo nella loro sofferenza”.
“La Chiesa Cattolica – ha garantito – non mancherà di attivarsi immediatamente tramite le sue istituzioni caritative per venire incontro ai bisogni più immediate della popolazione”. “Mi appello – ha concluso Papa Ratzinger – alla generosità di tutti, affinchè non si faccia mancare a questi fratelli e sorelle che vivono un momento di necessità e di dolore, la nostra concreta solidarietà e il fativo sosgetno della comunità internazionale”.
La Caritas di Firenze si unisce all’appello della Caritas Italiana per l’emergenza vittime del terremoto di Haiti. È un’«enorme catastrofe, migliaia le vittime. I danni sono enormi” afferma l’organizzazione che si è già attivata per gli aiuti anche a livello locale. Haiti – ricorda – è il paese più povero dell’America Latina ed è periodicamente provato da calamità naturali e crisi sociali. Dei circa nove milioni di abitanti, su una superficie che è poco più di quella della Sicilia, oltre la metà vive con meno di un dollaro al giorno. Vogliamo far sentire fin da subito ed in maniera concreta la nostra vicinanza alle popolazioni colpite da questa ennesima tragedia. Clicca qui per sapere come aiutare o fai una donazione online (causale: necessità più urgenti). Aggiornamenti sul sito della Caritas Italiana. Leggi il Comunicato Stampa con l’appello del nostro Arcivescovo Mons. Giuseppe Betori.
CHE C’AZZECCA LA BONINO CON IL PD? 15 gennaio 2010
Posted by alessiomugnaini in Politica.Tags: giunti, parrini, partito democratico
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Che c’azzecca la Bonino con il PD?
Le prossime elezioni regionali stanno mettendo a dura prova il Partito Democratico e la capacità del suo segretario nazionale a sopravvivere alle tempestose fibrillazioni di tanti autorevoli dirigenti.
Puglia, Calabria, Umbria e soprattutto il Lazio stanno contribuendo a fornire un’immagine del PD come di un partito quantomeno incapace di assumere decisioni.
Nel momento in cui stiamo scrivendo queste note non ci è dato sapere come andrà a finire la telenovela della scelta del candidato di centro-sinistra alla Presidenza della Regione Lazio.
Pare, a questo proposito, farsi largo la convinzione nei dirigenti democratici di sostenere la candidatura della Bonino.
Se ciò avvenisse sarebbe la disastrosa conclusione di una vicenda delicata, che ha evidenziato tutti i limiti nella gestione del post Marrazzo.
Solo tre rapide considerazioni.
La prima: è politicamente incomprensibile oltreché assurdo che il PD rinunci ad una autonoma candidatura per la guida della Regione Lazio. Un partito che abbia l’ambizione di governare il paese non può non esprimere un proprio rappresentante in una partita certo difficile, ma che deve essere giocata fino in fondo.
Convergere su un’altra candidatura, non in virtù di una precisa scelta politica concordata con gli alleati, bensì perché nessuno tra i più autorevoli dirigenti del partito vuol mettersi in discussione, non può che indebolire ulteriormente l’immagine del Partito Democratico.
La seconda: contro la sindacalista Polverini, che appare assai attraente da un punto di vista elettorale anche per l’elettorato non necessariamente di centro-destra, occorreva, occorre contrapporre una candidatura capace di intercettare - dal centro dello schieramento politico – simpatie e consensi da destra e da sinistra.
Emma Bonino non ha queste caratteristiche.
La terza: la Bonino rappresenta quanto di più lontano possa esistere per il PD e per il suo desiderio di rappresentanza di una vasta porzione della società italiana.
E ciò non solo per la parte di elettorato cattolico.
Un partito moderno, riformista e autenticamente di centrosinistra non può affidarsi a chi ha fatto della battaglia contro certi valori universalmente riconosciuti come la difesa della vita o la tutela della famiglia, la propria ragione di esistere.
Tra i fondamenti che sono alla base della costruzione del Partito Democratico c’è il principio della laicità della politica come risposta agli integralismi più o meno religiosi di destra e di sinistra.
Il laicismo radicale e anticlericale stile anni ‘70, ancorché ben mascherato da una più o meno capacità tutta “salottiera” di mimetizzarsi in modo camaleontico, è ben altra cosa.
Ricordiamoci le elezioni politiche del 2008 quando il Pd ospitò nelle proprie liste alcuni radicali: ci fu una forte erosione elettorale.
Allora stiamo ben attenti: rappresentare gli italiani non è come primeggiare in qualche talk show televisivo.
Gianluca PARRINI – Consigliere Regionale della Toscana
Piero GIUNTI – Consigliere Provinciale di Firenze
NOTA: Questo articolo uscirà sul prossimo numero del settimanale TOSCANA OGGI.
NORME DA SEGUIRE CON GHIACCIO E NEVE 11 gennaio 2010
Posted by alessiomugnaini in Amministrare.Tags: ghiaccio, neve, protezione civile
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Cosa fare in caso di neve o ghiaccio
Una piccola guida della Protezione civile con i consigli essenziali da tenere bene a mente in caso di neve o ghiaccio
Il Dirigente della Protezione civile della Provincia ha presentato una piccola guida con i consigli principali per affrontare neve e ghiaccio.
La guida, in allegato, fornisce ai cittadini le norme di comportamento essenziali in caso di precipitazioni nevose.
Si va dalle cose più banali, come l’invito a evitare gli spostamenti in auto se non si hanno pratica e equipaggiamenti adeguati e a tenere sempre pronte catene o gomme da neve, a indicazioni più specifiche su come usare il sale per sciogliere il ghiaccio o prevenirne la formazione. Oppure si ricordano cose semplici ma che troppo spesso vengono dimenticate: come la precauzione di fasciare per tempo i contatori dell’acqua (7.100 quelli cambiati da Publiacqua nei giorni del gelo di Natale) o la raccomandazione a tenersi informati sulla viabilità attraverso gli organi di informazione radiotelevisivi e la lettura dei pannelli a messaggio variabile.
(fonte www.comune.montespertoli.fi.it)




